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Il fantasma di Hugo Chavez “appare” nella metro di Caracas

A sostenerlo è lo stesso presidente Maduro che compare in pubblico con fotografia alla mano

Quella del fantasma non è una metafora, la notizia è infatti che Chavez sarebbe apparso davvero. Ad assicurarlo è la più alta carica dello Stato, il presidente venezuelano Nicolas Maduro che ha pubblicamente confermato che il volto del defunto Hugo Chavez è apparso ad un gruppo di lavoratori in un tunnel della metropolitana di Caracas. E il presidente lo avrebbe fatto con il supporto fotografico alla mano. Non solo, Maduro avrebbe inoltre pubblicamente ribadito che Chavez gli era già apparso sotto forma di un piccolo “uccellino”.

«Guardate questa forma, un volto. Questa foto è stata scattata dai lavoratori, dagli operai. Chi vediamo in questo viso? Uno sguardo… lo sguardo della patria, che è ovunque… Chavez è ovunque» ha sottolineato un sorridente Maduro in un incontro pubblico a Caracas.

La storia del fantasma di Chavez non è nuova, già nello scorso mese di aprile, durante la campagna elettorale per nominare il successore di Chavez scomparso il 5 marzo, Nicolas Maduro aveva assicurato che l’ex presidente gli era apparso sotto forma di un “uccellino” e da allora ha ripetutamente imitato il canto dell’uccellino per evocare la presenza di Chavez durante i suoi discorsi.

Di fronte alle critiche e allo scherno dei suoi avversari politici su questa questione, Maduro ha reagito rilanciando, ha infatti invitato tutti i venezuelani ad essere gli “uccellini” del suo governo.

Nel mese di giugno era stato annunciato che lo stesso Chavez era “apparso” in montagna, con vista sulla capitale: «Ogni volta che guardo le montagne, vedo Chavez che appare in montagna, il nostro Chavez quotidiano» aveva dichiarato sempre pubblicamente Maduro.

Quello delle apparizioni del fantasma di Chavez sta diventando un fenomeno anche sul web, basta fare una ricerca su Google e troviamo il fantasma che appare ovunque, persino durante le partite di calcio. In rete non manca certo l’ironia, ma c’è davvero poco da ridere quando ad alimentare certe leggende metropolitane è il Capo di Stato.

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