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Il Canada rende legale la prostituzione

La Corte Suprema revoca le leggi che proibiscono le case chiuse, lo sfruttamento e l’adescamento

Abolirà le norme attualmente in vigore entro un anno la decisione della Corte Suprema del Canada che all’unanimità ha revocato le leggi anti-prostituzione. Il Parlamento avrà il tempo per elaborare nuove normative ma non potrà certamente reintrodurre il divieto di gestire case chiuse, il punire lo sfruttamento o l’adescamento nelle strade che introdotti 34 anni fa risultano ora revocati dalla sentenza della Corte Suprema.

L’alta corte canadese ha concluso che queste leggi sono in contrasto con il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona. Una decisione che segue la sentenza della Corte d’Appello di Ontario che aveva abolito il divieto di gestire le case chiuse ritenendola una norma che esponeva le donne al pericolo. Per sospendere gli effetti di quella sentenza era intervenuto il governo federale a cui ora la Corte suprema ha dato torto.

La decisione renderà legali anche in Canada le case chiuse come già avviene in Olanda, Germania e Svizzera mentre in Francia è in corso una revisione in senso inverso. I deputati francesi tra forti polemiche hanno infatti approvato nuove norme che se confermate al Senato prevederanno sanzioni per i fruitori che in caso di recidiva potranno essere obbligati a stage rieducativi.

La Francia sta quindi seguendo la strada intrapresa dai paesi scandinavi: in Svezia oltre ad una multa la cui entità è stabilita in base al reddito del cliente sono previsti fino a sei mesi di prigione. Stesso sistema anche in Norvegia mentre in Islanda la pena può arrivare ad un anno. Pugno durissimo invece in Slovacchia dove i clienti delle prostitute rischiano fino a 10 anni di reclusione.

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