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I pericoli della pillola

Pilule

Ogni anno le pillole contraccettive orali provocherebbe in Francia 20 morti per embolia polmonare e più di 2500 ictus. A rivelarlo è stata martedì la MSNA, l’Agence du Médicament, autorithy governativa per il controllo dei farmaci

I decessi sono legati al verificarsi dell’embolia polmonare, la conseguenza più grave della formazione di un coagulo nelle vene, un pericolo regolarmente segnalato, come spiega il MSNA ed ora rilanciato in particolare per le pillole di terza e quarta generazione, accusato di elevare il rischio di trombosi venosa per coloro che le assumono.

Questo studio rappresenta il primo tentativo di valutare i rischi associati all’assunzione di contraccettivi per via orale, il numero di venti decessi e 2500 ictus ha sollevato un grande allarme, ma se affiancato al numero di 4.270.000 di donne che assumono regolarmente le pillole in Francia, pur restando drammatico torna ad essere in linea con le altre percentuali di moltissimi farmaci.

Quello su cui occorre riflettere è che da diversi studi risulta che rispetto alle pillole di prima generazione il rischio è aumentato della metà nelle pillole di seconda generazione, ed ora il rischio di incidenti tromboembolici venosi per la terza e quarta generazione di pillole ha visto addirittura aumentato di quattro volte questo rischio.

Un rischio che per quanto riguarda le donne incinta si è moltiplicato per sei. Un altro confronto non certo tranquillizzante riguarda per esempio le statistiche per una donna fumatrice over 35: ha le stesse identiche possibilità di morire a causa di un ictus correlato alla pillola che di morire in un incidente stradale.

La valutazione del MSNA evidenzia che ogni anno ci sono una media di 2.529 casi di tromboembolismo venoso a causa della pillola, 778 casi sono conseguenza dell’assunzione di pillole di prima e seconda generazione mentre 1751 avvengono per pillole di terza e quarta generazione.

Insomma, qualcosa davvero non torna. Non è possibile accettare che le nuove generazioni di pillole siano più pericolose delle precedenti. L’Agenzia infatti conclude che se le pillole di 3a e 4a generazione non fossero state prescritte in Francia, ci sarebbero state almeno nove morti e 1167 ictus in meno all’anno.

Intanto questi dati hanno giustificato la decisione di regolamentare più rigorosamente i requisiti per prescrivere contraccettivi di terza e quarta generazione. L’attenzione è stata sollevata dalla stampa transalpina in seguito ad una denuncia da parte di una donna vittima di un incidente vascolare cerebrale attribuito agli effetti secondari di una pillola di terza generazione. Il caso ha ha avuto un grande clamore generando un impatto significativo sulla vendita di pillole portando nel mese di febbraio ad un calo del 34%.

Ora la Francia, prima ha deciso di fermare dal primo marzo il rimborso delle pillole da parte della previdenza sociale, poi ha passato la patata bollente all’European Medicines Agency, chiedendole di rivedere le sue raccomandazioni per le pillole di terza e quarta generazione.

Altro farmaco dita da MSNA, l’anti-acne Diane 35 ha visto le sue vendite scendere del 62% nell’anno febbraio su anno.

Questa tendenza al ribasso delle vendite, che si svilupperà nei prossimi mesi, è un motivo di gioire per l’Agenzia aveva anche emesso un avviso nel mese di gennaio di questo prodotto ad abusi come contraccettivo.

Il MSNA ha deciso di sospendere la vendita di Diane 35 e il suo generico (effettivo 21 Maggio decisione) e chiedere di nuovo una rivalutazione di questo prodotto all’Agenzia.

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