Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Hassel: Addio grande saggio

hassel
 

Parigi: all’età di 95 anni è scomparso Stéphane Hessel, non solo uno scrittore ma un grande e glorioso esempio di vera cittadinanza europea

 
Premetto di essere tra i milioni di lettori che hanno decretato il successo editoriale del “libricino” di Stéphane Hessel. Naturalmente libricino solo per quanto riguarda il formato. Non certo per il contenuto che ho trovato straordinariamente intenso. Si tratta infatti di pochissime pagine, esattamente trentadue, nella edizione italiana completate da altrettante che riportano integralmente la Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo adottata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948, anche con il contributo dell’autore di “Indignatevi”, allora membro della rappresentanza francese al Palazzo di Vetro di New York.

Per quanto mi riguarda, l’ho letto, anzi divorato, in poche ore nella versione originale, mentre mi trovavo a Parigi nei primi giorni del gennaio 2011, dove il pamphlet mi era stato segnalato da una amica giornalista come la grande sorpresa natalizia dell’editoria transalpina.

Appena tradotto “Indignez-vous!” ha subito bissato il successo sugli scaffali delle librerie di mezza Europa, prima di tracimare sulle piazze, adottato come slogan della protesta, soprattutto in Spagna. Ma dopo gli Indignados di Madrid si sono proclamati Indignati anche molti dei protagonisti delle manifestazioni di protesta nelle piazze italiane.

Le televisioni danno la notizia della sua odierna scomparsa definendolo uno scrittore francese. In realtà ha iniziato a scrivere da ultranovantenne. Hessel più che francese
è un europeo. Di quelli veri. Nato a Berlino il 20 ottobre del 1917 approda a Parigi nel 1925 a seguito del padre Franz, un diplomatico tedesco mentre la madre è una pittrice. Genitori straordinari, una famiglia insolita dove politica, arte e cultura sono il pane quotidiano.

La madre ispira il personaggio di Catherine in Jules e Jim, la storia di una donna amata da due amici che François Truffaut porterà sullo schermo a partire dal romanzo autobiografico di Henri-Pierre Roché.

Il padre che è anche scrittore e traduttore, fra l’altro di Marcel Proust, è un grande amico di Walter Benjamin e nel romanzo di Roché ispira invece il personaggio di Jules.

Nel 1937, quando compie vent’anni Stéphane sceglie di diventare francese. Naturalizzato si diploma all’Ecole Normale Supérieure di Parigi, segue i corsi del filosofo Maurice Merleau-Ponty e diventa accanito lettore di Jean-Paul Sartre.

Durante la guerra come soldato francese viene fatto prigioniero dai tedeschi ma riesce ad evadere e a raggiungere la Francia libera del generale De Gaulle a Londra. Nel 1944 inviato da De Gaulle in Francia viene arrestato e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald, dove nasconde la sua identità per sfuggire all’impiccagione. Evade di nuovo, viene ripreso, ma salta da un treno e si riunisce alle truppe americane.

Dopo una lunga carriera diplomatica, viene nominato nel 1981 “Ambasciatore di Francia” da François Mitterrand., Gli anni della pensione li consacra all’impegno politico. Una forte militanza in particolare in favore dei sans-papiers e per la causa palestinese. Nel 1985 ha sostenuto Michel Rocard, nel 2009 pur restando membro del Partito socialista francese si è presentato nella lista di Europa Ecologia (Europe Écologie).

Tutto questo prima del clamoroso successo editoriale del suo pamphlet che uscito nel 2011 lo ha consacrato quale grande saggio della civiltà occidentale. Non per ripetere il successo ma per ribadire la necessità di agire Hassel alla fine del 2011 ha pubblicato un secondo pamphlet, intitolato questa volta “Impegnatevi”.

Ispirato dal suo esempio, che oltre a sollecitare l’indignazione, invita all’impegno, proprio come il “Damose da fa” wojtyliano, convinto che anche in poche pagine è possibile esprimere idee che meritano la condivisione, ho trovato la spinta per iniziare a scrivere oltre che articoli anche i miei modesti pamphlet.

Di seguito un brano tratto da “Il Monti dei Fiaschi” un volumetto rivolto soprattutto ai giovani che andavano a votare per la prima volta, pagine che contenevano un forte appello a bocciare il Professore.

«All’alba del terzo millennio, nell’era delle nuove tecnologie e dell’informazione digitale, la quasi totalità dei giovani europei, quelli che si dicono e credono di sinistra, di centro, di destra, quelli che si dicono e credono verdi, alternativi, antagonisti, molti dei giovani atei e quasi tutti tra i giovani cattolici, hanno scelto come loro punto di riferimento il pensiero di un anziano. Un vecchio grande saggio, proprio come si faceva nelle società ataviche. Stéphan Hessel, l’autore di “Indignatevi”, ispiratore di milioni di giovani europei è infatti un arzillo novantaquattrenne, un diplomatico di lungo corso in pensione da anni.

L’altro grande riferimento dei giovani europei è stato, e resterà ancora a lungo, non tanto il giovane Karol che ha contribuito a destabilizzare l’impero sovietico, ma l’anziano e sofferente Papa Giovanni Paolo Magno.

Tutt’altro che ambizione al paragone, cito queste personalità solo come fonti di personale ispirazione, ma non nascondo l’auspicio che questo mio modesto “saggio” possa essere di aiuto a qualcuno, tra i quasi tre milioni di giovani, che come mio figlio, esprimeranno per la prima volta il loro voto. Non l’unico, ma tra i più importanti dei diritti democratici».

Dopo avere a lungo vissuto all’estero, credo che in questo momento particolare che stiamo vivendo nessun altro luogo come la Città eterna, può e deve tornare ad essere quel terreno, non solo ideale, dove il cuore e la mente della cultura occidentale possano incontrarsi e confrontarsi, per fecondare felicemente il futuro della civiltà. E l’esito delle ultime elezioni ha alimentato le mie aspettative. Abbiamo infatti compiuto il primo passo che ci porterà dalla democrazia rappresentativa del XX secolo alla democrazia partecipativa del terzo millennio.

Siamo indignati e finalmente anche impegnati.
Addio e grazie, grande saggio.

Rispondi