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Greenpace contro il carbone

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Sei attivisti internazionali abbordano un cargo carico di carbone nei pressi della Grande Barriera Corallina

Le organizzazioni ambientaliste più famose al mondo sembrano aver concentrato la loro attenzione sull’oceano Pacifico. Dopo la furiosa battaglia ingaggiata con le baleniere giapponesi eccoli infatti cavalcare le onde in difesa della barriera corallina e contro la produzione del carbone.

Sei attivisti di Greenpeace nei pressi della Grande Barriera Corallina hanno oggi abbordato un Cargo battente bandiera panamense e diretto in Corea del Sud carico di carbone. Gli ambientalisti chiedono la fine delle esportazioni di combustibili che ritengono coinvolti nel riscaldamento globale. A bordo del piccolo Zodiac erano presenti simbolicamente cittadini dei cinque grandi paesi esportatori e consumatori di carbone del Pacifico: Australia, India, Stati Uniti, Cina e Nuova Zelanda.

«Le esportazioni di carbone australiane rappresentano il più grande contributo al cambiamento climatico ed ora il governo ha in progetto la pianificazione del raddoppio del volume di carbone da esportare – ha denunciato in un comunicato Greenpeace – Ogni tonnellata di carbone esportato rappresenta un passo i avanti del cambiamento climatico: incendi boschivi, ondate di calore e siccità».

Nominata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1981, la Grande Barriera Corallina, secondo la rivista dell’Accademia nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, ha perso più della metà del suo corallo negli ultimi 27 anni a causa di fattori meteorologici, del riscaldamento globale e dell’inquinamento industriale.

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