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Gli effetti della crisi

TRAFFICO1

Traffico e imbottigliamenti in calo. A fronte di una media europea del -18% in Italia siamo al -38% e malgrado il traffico caotico di Roma e Napoli nessuna città italiana risulta tra le sei metropoli europee più congestionate

Nell’Anno Horribilis in cui siamo stati governati dalla tecnocrazia montiana tutti gli indici economici hanno registrato dati catastrofici. Ma la crisi colpisce in tutta Europa e in qualche caso gli effetti secondari non sono sempre del tutto negativi. La catastrofe economica ha infatti indotto ad un uso più razionale dell’automobile.

A rivelarlo è una società americana, la Inrix leader mondiale sullo studio del traffico, che ha registrato una generale diminuzione della congestione del traffico in Europa, stimando il calo medio nel Vecchio continente in misura del -18%.

Ovviamente anche la diminuzione del traffico riflette i diversi livelli di difficoltà economica che stanno vivendo le nazioni europee. Tra i tredici Stati membri presi in considerazione sono infatti proprio quelli colpiti dalla crisi del debito ad aver registrato il calo maggiore. Mentre in Francia il traffico stradale è diminuito del 12% in Italia è crollato al -38%, in Spagna al -34% mentre in Portogallo si è addirittura dimezzato segnando un -51%. Unica eccezione il Lussemburgo, dove gli imbottigliamenti sono aumentati del 29%.

Ma la ricerca americana, che ha anche rilevato come in questo ultimo mese la ripresa economica negli Stati Uniti sia confermata dall’aumento del traffico del 20%, ci riserva anche qualche sorpresa. Avremmo in molti decisamente scommesso che nella classifica europea delle ore perse nel traffico il Belpaese sarebbe stato sul podio e invece a detenere questo record negativo secondo i ricercatori americani è il Belgio, con 59 ore a settimana perse nel traffico, seguito dai Paesi Bassi con 52 ore mentre sul gradino del terzo posto salgono a pari merito Germania e Francia con 37 ore ciascuna.

Incredibilmente gli americani non fanno salire sul podio nemmeno città dal traffico caotico come Roma e Napoli, secondo loro le sei città europee leader per gli ingorghi stradali sono infatti nell’ordine Bruxelles, Anversa, Londra, Rotterdam, Stoccarda e Parigi.

Ma l’arcano è presto svelato: il rapporto della Inrix è stato infatti realizzato sulla base di miliardi di dati provenienti da centinaia di fonti, dai taxi alle navette aeroportuali, dai furgoni che effettuano consegne ai camion che percorrono le autostrade mentre le automobili private hanno un peso statistico meno rilevante ed i mezzi pubblici non sono considerati del tutto.

Purtroppo il taxi nelle nostre maggiori città è piuttosto caro e viene sotto-utilizzato, come meno diffuse rispetto agli altri paesi europei sono la vendita per corrispondenza e l’e-Commerce che alimentano il traffico dei corrieri, mentre il traffico sulle autostrade, salvo nei giorni di esodo è sempre scorrevole sulla nostra rete autostradale.

Considerazioni che ci spingono a ritenere che qualora questa classifica tenesse conto prioritariamente dei dati sul trasporto pubblico e del traffico delle automobili private, malgrado la crisi, si potrebbe facilmente scommettere che il podio alla fine risulterebbe affollato dalle nostre bellissime e antiche città.

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