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Gerusalemme paralizzata dalla neve

Gerusalemme-neve

La città santa colpita da una eccezionale tempesta di neve che ha pochi precedenti storici

«Stiamo lottando contro una tempesta di insolita violenza» ha dichiarato il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat mentre lo spessore della neve nella città santa aveva raggiunto i 37 centimetri, uno strato che risulta ancora più spesso nelle zone periferiche.

Le temperature sono precipitate nella notte e la neve che continua a cadere da giovedì scenderà sulla città santa almeno fino a sabato. Le scuole sono state chiuse per il secondo giorno consecutivo e la maggior parte della gente sembra seguire il consiglio delle autorità: rimane chiusa in casa.

La municipalità di Gerusalemme ha parlato di ben 540 automobilisti che rimasti bloccati dal maltempo sono stati ricoverati presso il Centro Congressi della città. Quasi tutte le strade della città santa, situata a 795 metri sopra il livello del mare, sono diventate del tutto impraticabili e il traffico viene comunque vietato dalla polizia che invita gli automobilisti a ​​non avventurarsi oltre le poche strade rimaste percorribili: «Saremo in grado di far riprendere il traffico solo una volta che la tempesta si sarà placata – ha precisato il sindaco Barkat – Attualmente stiamo utilizzando ogni mezzo per aiutare coloro che sono rimasti bloccati nella tempesta».

Anche le città palestinesi di Ramallah e Betlemme, entrambe nelle vicinanze di Gerusalemme, sono rimaste coperte di neve mentre le aree situate a quote più basse sono state colpite da piogge torrenziali. Nel territorio di Gaza, afflitto da interruzioni giornaliere della corrente che spesso manca per 18 ore consecutive, sono a decine le famiglie evacuate questa mattina dalle loro case allagate dalla pioggia. Hamas ha annullato tutte le manifestazioni previste per festeggiare il suo anniversario ed ha invitato la popolazione ad aiutare tutti coloro che si trovano in difficoltà per le avverse condizioni climatiche.

Le condizioni climatiche hanno costretto a cambiare anche il programma del segretario di Stato americano John Kerry in visita in Medio Oriente per la nona volta dallo scorso marzo. Dopo una breve tappa in Giordania, oggi pomeriggio sarebbe infatti dovuto partire verso l’Asia, dopo l’incontro con il premier israeliano Benjamin Netanyahu previsto a Gerusalemme questa mattina, un calendario che difficilmente potrà restare invariato.

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