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Germania: stima crescita rialzata dello 0,1%

merkelrosler

Mancano ancora cinque mesi ma la campagna elettorale è già partita: il governo di Berlino si lancia nella propaganda

Anche se leggermente, il governo tedesco ha oggi rialzato le sue previsioni di crescita per quest’anno, dando modo al ministro dell’Economia, Philipp Rösler, di rappresentare uno sconfinato ottimismo sull’economia del suo paese che lo ha portato a promettere che: «la Germania continuerà ad essere un faro di stabilità in Europa».

«Ci attendiamo dal 2013 una crescita del prodotto interno lordo dello 0,5% contro una stima precedente dello 0,4%, mentre resta invariata la previsione per il 2014 che viene stimata con una crescita dell’1,6%» ha precisato il ministro dell’Economia di Berlino che ha sottolineato che: «esistono tutte le ragioni per essere ottimisti per il futuro».

«In questo come nel prossimo anno la crescita sarà trascinata dal consumo interno. La forte ripresa del mercato del lavoro – il ministro Rösler ha promesso che la disoccupazione dovrebbe scendere l’anno prossimo al 6,6% – farà salire i salari e quindi migliorerà il potere d’acquisto. Il successo della Germania rappresenterà un polo di stabilità per l’Europa».

Il realtà i risultati di Berlino nel 2013 sono leggermente più timidi rispetto alle previsioni degli istituti di ricerca economica tedeschi che si aspettavano no una crescita dello 0,8%. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale aveva aumentato solo la settimana scorsa la sua stima allo 0,6%, quindi un 20% in meno di quanto invece oggi Berlino stima ufficialmente.

Malgrado i vertici tedeschi continuino a propinare la rappresentazione di una Germania quale esempio economico virtuoso da seguire, in realtà nell’ultimo trimestre dello scorso anno anche il PIL tedesco è sceso. La motivazione di questa lenta ripresa viene addirittura individuata dall’ostacolo di una insolitamente lunga e fredda stagione invernale. Una scusa a cui sembrano voler credere tutti gli esperti che hanno maturato l’opinione di vedere una ripresa in aumento a partire dalla primavera, e questo malgrado gli ultimi dati sugli indicatori, dall’attività privata a quella delle piccole e medie imprese fino al barometro sulla fiducia, sono invece assolutamente deludenti.

Il ministro esponente del FDP, il partito liberale socio di governo dei conservatori guidati da Angela Merkel quando si dichiara molto più ottimista di molti esperti sull’analisi degli indicatori più recenti, appare quindi motivato soprattutto dalle esigenze della campagna elettorale che porterà i tedeschi alle urne a settembre.

L’annuncio in pompa magna all’insegna di un ottimismo straripante di questa stima che in realtà annuncia un aumento della stima di crescita davvero leggerissimo, parliamo infatti dello 0,1%, è stata anche l’occasione per ribadire nuovamente il messaggio dalla Germania ai suoi partner europei: «Non solo abbiamo promesso riforme, le abbiamo implementate, e stanno avendo effetto» ha tuonato il ministro dell’Economia di Berlino mentre il dibattito politico di ispirazione tedesca seguì fuori dalla crisi, riducendo deficit e riforme drastiche, mescolando in tutta Europa.

Tuttavia, le riforme più importanti attuate dalla Germania data di governi precedenti, ed erano principalmente il risultato del socialdemocratico Gerhard Schröder nel 2005.

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