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FMI: fare di più e meglio

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Il numero due del Fondo Monetario Internazionale, David Lipton esorta i leader europei ad adottare misure non convenzionali per sostenere la ripresa economica

L’Europa deve ancora adottare “importanti riforme” al fine di promuovere la crescita e per evitare di “cadere nella stagnazione” economica, ha ammonito oggi da Londra David Lipton, il numero due del Fondo Monetario Internazionale.

«I governi e le istituzioni della zona euro hanno adottato misure importanti che ci hanno allontanati dallo scenario peggiore – ha affermato Lipton durante la conferenza svolta nella capitale britannica – Ma l’Europa deve ancora riforme cruciali se vuole guardare la crisi dallo specchio retrovisore e finalmente tornare alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. Un risultato che non è affatto assicurato, ma è realizzabile».

Il numero due del FMI ha «il rischio che l’Europa possa cadere in stagnazione» ed ha esortato i politici europei «ad agire subito per rafforzare le prospettive di crescita».

«Il calo degli investimenti e dell’occupazione persiste in Europa, che risulta in ritardo rispetto agli Stati Uniti e agli altri paesi emergenti», uno scenario che il Fondo Monetario Internazionale definisce come «una ripresa a tre velocità dell’economia mondiale».

«La scelta non è semplicemente tra austerità e crescita, ma i paesi europei che hanno bisogno di consolidare le loro finanze pubbliche devono garantire che le loro politiche di bilancio siano in grado di alimentare la ripresa economica. Devono attuare le riforme strutturali per affrontare le “lunghe rigidità” che minano la competitività e il mercato del lavoro», ha puntualizzato Lipton che si è dichiarato convinto che la Banca Centrale Europea «dispone ancora di un certo margine per ulteriori allentamenti sul denaro visto che le pressioni inflazionistiche sono contenute».

«Nessuno dispone di una ricetta semplice, veloce ed efficace per superare la frammentazione dell’unione monetaria, proprio per questo la situazione richiede misure non convenzionali e una forte azione sull’unione bancaria» ha proseguito il numero due del FMI, che pur restando “ottimista” e confermando che il Fondo Monetario Internazionale «è fiducioso che i leader europei continueranno a rispettare i loro impegni» ha riconosciuto che i problemi all’ordine del giorno devono affrontato gli europei sono “gravosi e difficili” e che il rischio di stagnazione “non si è ancora allontanato”.

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