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Facebook e il diritto d’autore


 

Facebook ha negato di voler modificare le norme sul diritto d’autore ed invita i suoi milioni di utenti ad ignorare la voce che si è diffusa rapidamente in rete

 
Da diverso tempo una voce circolava a tambur battente in rete affermando che Facebook sta per cambiare le regole sulla proprietà delle informazioni e dei contenuti pubblicati dagli utenti.  Con una nota Facebook cerca di fare chiarezza e chiarisce: «Chiunque utilizza Facebook possiede e controlla il contenuto e le informazioni che pubblica, come ben specificato nei nostri termini e condizioni. Questa è sempre stata ‘la nostra politica». Facebook reagisce finalmente a quella specie di catena di Sant’Antonio che ha portato migliaia di ingenui utenti a pubblicare sulla propria bacheca una specie di dichiarazione di protezione dei propri dati. «Dichiaro che i diritti d’autore si applicano a tutte le mie pubblicazioni personali, dipinti, cartoni animati, foto e video professionali…», eccetera eccetera. Spesso il testo faceva riferimento persino ad autorità governative e citava una norma del tutto inesistente. Ad ogni modo, pur essendo una plateale bufala, il fenomeno rivelava una certa esigenza di protezione da parte degli utenti. Anche se in realtà fa un po’ sorridere che quando si parla dei diritti degli altri, per esempio delle case discografiche e cinematografiche che vogliono limitare lo scaricamento illegale di brani musicali e di film si gridi all’attentato contro la libertà,  per poi intimare al mondo intero di non usare foto e filmati propri o degli amici.

La “pagliacciata” era in corso dallo scorso giugno, migliaia e migliaia di utenti hanno pubblicato sulle proprie bacheche delle inutili dichiarazioni, ma ancor più sorprendente è quello che hanno scritto alcune testate, che hanno sostenuto che queste dichiarazioni erano una bufala e del tutto inutili perchè «il social network detiene, possiede e controlla i contenuti e informazioni a loro forniti dagli utenti, come si legge nei termini del contratto sottoscritto da chi si iscrive. E di certo, non si può cambiare tutto con un semplice post». Insomma, una bufala nella bufala.

La questione è comunque riemersa dopo l’annuncio della scorsa settimana sugli aggiornamenti di alcune regole di Facebook, che vuole chiedere il permesso agli utenti per poter condividere le informazioni con quelle ottenute da altre società del gruppo, in particolare con Instagram, azienda acquisita da Facebook nello scorso mese aprile, che ha sviluppato l’applicazione di grande successo per la condivisione sociale di fotografie.
Questi aggiornamenti alle regole sono stati criticati oggi da due organizzazioni americane per la tutela dei consumatori, il CDC (Center for Digital Democracy) e l’Epic (Electronic Privacy Information Center) che non solo vedono rischi per la privacy degli utenti di Facebook, ma ritengono possano rappresentare violazioni dell’accordo raggiunto lo scorso anno da Facebook con la FTC, l’autority per la concorrenza americana.  Facebook, infatti,  per evitare procedimenti giudiziari aveva in particolare promesso di richiedere il preventivo consenso esplicito degli utenti prima di condividere le loro informazioni. Gradito o meno, questo cambiamento delle regole sembra proprio un’operazione necessaria a Facebook per rispettare la promessa.

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