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Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Il Direttore

Massimo Gazzè

Ho dato vita a questo giornale telematico per coltivare l’ambizione di seminare il valore dell’indipendenza, cardine vitale di un giornalismo al servizio del pubblico interesse

L’imparzialità non esiste, su ogni singola idea la mia opinione potrebbe coincidere con quelle che una volta nel nostro paese erano posizioni ideologiche abbastanza marcate: democristiani, comunisti, socialisti, liberali, repubblicani, socialdemocratici, missini e via discorrendo. Da quando è stato abbattuto il muro di Berlino si è pian piano sgretolato anche il cemento delle ideologie. Oggi il contrasto è decisamente più sfumato.  Centrodestra, centrosinistra, oltre alla cosiddetta “anti-politica”.

Le mie opinioni non saranno né potranno mai essere “imparziali”, anzi con chiarezza cercherò di accostarle alle posizioni che verranno espresse nel “tempio sacro” della nostra democrazia, il Parlamento.

Le opinioni che pubblicheremo saranno però sempre indipendenti. Questa è l’unica vera garanzia che mi sento di assicurare ai lettori di questo strumento telematico di informazione. Non ho alle spalle altri interessi e sono lontano da potentati economici. Solo, libero e trasparente.

Alle mie spalle c’è solo un percorso professionale e di vita, accumulato in oltre venti anni di iniziative editoriali, prima nel digitale e poi nella carta stampata, due mondi paralleli che stanno ormai rapidamente convergendo.

Questo è uno spazio interattivo dove non troverete mai una bufala, saranno proposte una selezione di notizie certe e verificate, di commenti originali e autorevoli, uno strumento utile per alimentare il dibattito, aperto al “Citizen Journalism” per vivere insieme una rivoluzione che potrebbe essere altrettanto importante di quella vissuta dall’Indipendente a cui liberamente ci ispiriamo. Quello fondato a Napoli nel 1860 da Alexandre Dumas, non solo un insuperabile giornalista scrittore, ma un europeista ante litteram, un grandioso intellettuale.

Quel giornale ha vissuto una grande rivoluzione, quella che ha portato all’Unità d’Italia. Tutta l’Europa puntava gli occhi sul Belpaese, dove migliaia di giovani erano pronti a sacrificare la loro vita per ideali di libertà e progresso.

La rivoluzione in cui credo non è meno modesta, anche se assolutamente pacifica e frutto di una lenta evoluzione. La rivoluzione che grazie alle nuove tecnologie dalla democrazia rappresentativa del XX secolo ci porterà alla democrazia partecipativa del terzo millennio.

L’Indipendente è un giornale telematico, ma allo stesso tempo è un blog, per altro molto personale, dove il direttore “posta” gli articoli, seleziona le notizie, verifica le fonti, decide di trattare argomenti scomodi, alle istituzioni come alle aziende che dominano il mercato pubblicitario, si informa e documenta su tematiche che non rispondono al “politically correct”, mette in risalto iniziative e voci che troppo spesso non trovano porte aperte.

Una nuova stimolante avventura. L’entusiasmo è lo stesso di quando uscì nel 2004 il primo numero de “Il Tempo dell’Arte”, il supplemento settimanale dello storico quotidiano capitolino.  Nella sede de Il Tempo a piazza Colonna ho praticamente passato sette anni della mia vita.  Ho avuto infatti l’onore e il piacere di curare speciali e supplementi fino al dicembre del 2010. Conosco ogni meandro di quella splendida sede, ed era una soddisfazione immensa spiegare alle scolaresche in visita l’affascinante storia di quel meraviglioso palazzo, prima di accompagnarle nella visita guidata che rivelava loro i segreti del suggestivo mondo del giornalismo.

Un mondo che proprio grazie alle nuove tecnologie è in profonda e radicale trasformazione. Un mondo al quale ormai sono legato anche da impegni associativi. Impegni che nulla hanno a che vedere con interessi di casta o corporativi, che non riguardano mai e in alcun modo le questioni sindacali, dalle quali sinceramente rifuggo.

Il Comitée Europeen des Journalistes è infatti e piuttosto un think tank, che al momento lavora per elaborare una ipotesi di armonizzazione della normativa europea sulla stampa. ma che soprattutto promuove l’incontro e lo scambio intellettuale tra giornalisti e scrittori europei. In particolare tra quelli che considerano l’informazione quale mezzo per raggiungere le più alte forme di civiltà, strumento di conoscenza dei più autentici valori umani, per la difesa dei principi di pace e progresso, aspirazioni profonde di una Europa libera, democratica e unita, ideali sposati nel dopoguerra dal fondatore di questa comunità di giornalisti, Karol Kleszczynski.

Proprio questa esperienza, ha allargato i miei orizzonti. Il confronto con giornalisti delle più prestigiose testate internazionali, mi ha stimolato a scendere su un campo che non ho mai trattato con la tastiera. Quello della analisi e della cronaca politica. Mi sono occupato di arte e cultura, viaggi e tempo libero, salute e benessere, architettura e design, ecologia & ambiente, dai vertici di Palazzo Wedekind venivo infatti presentato come il “tuttologo”.

In questo spazio potrò invece prendere di petto le caste, le corporazioni, gli interessi di parte. Con chi vorrà scrivere e leggere, saremo insieme un virtuale watchdog di chi ci governa e ci amministra, di chi abbiamo eletto per rappresentarci, delle imprese che pensando solo al profitto non fanno fino in fondo il loro dovere.

Lanceremo inchieste, petizioni, appelli, sondaggi. Saranno piccoli, ma nostri. E saremo un cane da guardia che abbaierà anche e soprattutto ai mezzi d’informazione. Proprio perché li consideriamo importanti e fondamentali. Perché ci sentiamo vicini. Amici. Come lo erano Alexandre Dumas e Giuseppe Garibaldi. Non ho infatti trovato parole migliori di quelle scritte in francese da Garibaldi per esprimere il concetto di indipendenza legato ad un giornale.

«Le journal que va fonder mon ami Dumas portera le beau titre d’Indépendant, et il méritera d’autant mieux ce titre qu’il frappera sur moi tout le premier, si jamais je m’écarte de mes devoirs d’enfant du peuple et de soldat humanitaire»

«Il giornale che fonderà il mio amico Dumas avrà il bel titolo d’Indipendente, un titolo che meriterà ancor di più,  se colpirà me per primo, qualora dovessi allontanarmi dai miei compiti di figlio del popolo e soldato dell’umanità»

direttore@indipendente.info

massimo gazzè

Esperto di giornalismo, comunicazione e tecnologie multimediali.
Romano, classe 1963, come Max il più famoso cugino musicista, Massimo Gazzè ha vissuto all’estero, frequentando le scuole francesi, prima in Romania e poi in Svizzera, dove nel 1982 apre la prima galleria d’arte contemporanea italiana a Basilea. Nel 1984 apre una seconda galleria in Catalogna, prima di abbandonare  le attività culturali quando incontra la storica leader femminista Adele Faccio  che lo riporta a Roma per fungere da segretario particolare e assistente parlamentare nella IX legislatura.

Pur continuando a dirigere le attività dell’Associazione Culturale L’Alternativa fondata dalla radicale, federalista europea e presidente dei Verdi Arcobaleno, nel 1989 risultando vincitore di concorso prende servizio al Ministero degli Affari dove lavorerà al Gabinetto del Ministro (De Michelis, Scotti, Colombo), alla Segreteria del Sottosegretario di Stato (Fincato, Caputo), prima di approdare nel 1993 al Centro per l’Informatica. Per dedicarsi interamente alle attività editoriali nel 1996 si lascia decadere dal pubblico impiego. La Artel società telematica fondata insieme alla Faccio nel 1990, sarà tra i pionieri delle nuove tecnologie. Dal Minitel ad Internet passando per Artfax, concentra le sue attenzioni verso la nascente editoria digitale realizzando il “Salvador Dalì Multimedia Project” che sarà presentato al Louvre nel 1996, una pubblicazione multimediale che risulterà pluripremiata e di grande successo di vendita nelle librerie di tutto il mondo.  Tradotta in 8 lingue, distribuita da grandi società editrici come BMG e TIME LIFE, in Italia “Salvador Dalì, nel Teatro Museo e in altre Collezioni” viene distribuito da Umberto Allemandi editore del prestigioso e autorevole Il Giornale dell’Arte con il quale prenderanno vita iniziative e sinergie operative come “Il Barocco – Le Feste a Roma” curato da Maurizio Fagiolo dell’Arco.    

Tra le tante pubblicazioni multimediali realizzate spiccano “Barcelona, ciudad mediterranea” la guida interattiva ufficiale della Città di Barcellona pubblicata da Editorial Planeta nel 2008  e “Rome – The City and The History” realizzata in occasione del Giubileo 2000. Nel 2002 da esterno riprende a frequentare i corridoi del Ministero supportando la realizzazione della Collezione d’arte moderna e contemporanea promossa da Umberto Vattani e curata da Maurizio Calvesi e pubblicando con Vallecchi, la storica casa editrice fiorentina allora diretta da Umberto Croppi, il volume multimediale “100 anni di arte italiana – visita guidata alla Farnesina”.

Poi l’approdo nella carta stampata. Nel 2004 fonda e dirige IL TEMPO DELL’ARTE, il supplemento settimanale dello storico quotidiano capitolino dedicato all’arte e alla cultura contemporanea. Responsabile delle iniziative speciali de IL TEMPO ha organizzato mostre, convegni, eventi e visite guidate, oltre ed una collana di DVD dedicata ai Grandi Maestri del XX secolo, dalla quale scaturirono importanti mostre a Palazzo Wedekind, tra le quali quelle di Massimo Campigli, Afro Basaldella e Giorgio Morandi.

Sempre per lo storico quotidiano di piazza Colonna dal 2005 al 2010 ha curato e diretto speciali e supplementi allegati al giornale. Già membro da oltre 12 anni del Consiglio Direttivo, nel 2011 assume il prestigioso incarico di vice presidente del Comité Européen des Journalistes con il gravoso impegno di promuovere l’armonizzazione delle normative europee sulla stampa. Tra i tanti giornalisti coinvolti in questo think tank, le affinità alimentano l’amicizia con alcuni di questi, in particolare con una categoria specifica, quella dei giornalisti-scrittori. Dopo aver tradotto e curato edizioni dal francese all’italiano, arriverà lo stimolo che dagli articoli lo spingerà a scrivere il suo primo saggio. Dal 2012 organizza eventi nell’ambito dell’Estate Romana, lancia la prima edizione di “Jazz&Wine” manifestazione che nella meravigliosa cornice del Chiostro di San Pietro in Vincoli coniuga due sue grandi passioni, la musica e il vino di qualità.

Dal 2015 presiede il Network Arene di Roma che organizza le rassegne cinematografiche all’aperto dell’estate capitolina, realizza la prima edizione della Women in Art Week e collabora alla Settimana della Cultura Francese a Roma.