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Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Difendiamoli, ora!

Questo caso ci ha tutti commosso e servirà a far luce sulle centinaia di situazioni in cui il sistema si è reso complice causando traumi a piccoli innocenti. E non dimentichiamoci che viviamo in un paese che usa strappare un bambino ad un genitore solo perché è povero.

Ho ben gradito le scuse immediate senza se e senza ma del Capo della Polizia Manganelli e del sottosegretario all’interno, ma giudico intollerabile che al momento siano state aperte solo indagini a carico dei parenti del piccolo quando il video dimostra con chiarezza che un ufficiale di polizia ha aiutato il padre a “prelevare con la forza e contro la sua volontà” un bambino di 10 anni. A mio avviso, andrebbero immediatamente sospesi tutti gli ufficiali di polizia presenti, sia quelli che hanno partecipato attivamente sia quelli che hanno assistito senza intervenire. Cosi come i parenti del bambino che risultano ora indagati per oltraggio e ostacolo alla giustizia avranno modo in fase di giudizio di dimostrare la loro innocenza, anche tutti quelli coinvolti nell’operazione avranno modo di difendersi e dimostrare le loro ragioni.

Con la stessa foga con cui usiamo chiediamo le dimissioni dei politici, dovremmo fare pressione perché anche tutti i presenti all’accaduto, assistenti sociali, periti tecnici, poliziotti, siano immediatamente sospesi dai loro incarichi. Non fosse solo per il fatto che almeno per il momento è difficile considerare opportuno che continuino a svolgere il loro lavoro, essendo ora, perlomeno “poco sereni”, anche alla luce del clamore mediatico che è esploso per quello che è successo.

Sono anche felice che, dopo la prima morbosa attenzione per scoprire la storia che si celava dietro ai volti dei genitori di questo povero bambino, ora i mezzi di comunicazione stanno iniziando ad esplorare e portare alla luce i tanti casi in cui il sistema giudiziario, nelle liti tra genitori, è caduto nell’errore di fare del male ai bambini.

Il sistema dimostra di non funzionare e si rende complice ogni volta che finisce per causare dei traumi agli innocenti.
Quando lo stato d’animo si intristisce profondamente, come quando ho visto questo video, torna alla mente il ricordo dei tanti casi in cui la patria potestà è stata tolta a genitori che avevano l’unica colpa di avere difficoltà economiche e di non essere in grado di mantenere i propri figli. Quanta amarezza provocherebbe un film dove un figlio viene strappato ad una madre solo perché è povera? Ebbene sappiate che state vivendo in un paese che invece di intervenire per sostenere in ogni modo le famiglie in difficoltà, toglie i genitori ai figli.

Non dobbiamo meravigliarci che questo accada in Italia.
Non dobbiamo mai abbassare la guardia. Non dobbiamo mai dimenticare che il nostro paese, quando i nostri nonni erano giovani, ha usato armi chimiche in Africa. L’Italia è il paese che quando i nostri padri erano giovani, ha bombardato con raid aerei la libera città di Barcellona. L’Italia è un paese in cui sono state emanate che ha emanato le cosiddette “leggi razziali” che in realtà non colpivano una determinata razza o etnia, ma cittadini italiani che professavano una religione diversa.
L’Italia è il paese che ha invaso la Francia, che ha invaso la Russia, che ha dichiarato guerra agli Stati Uniti d’America e al Regno Unito, il nostro è il paese che voleva spezzare le reni alla Grecia.

La sconfitta ci è servita, nel dopoguerra il nostro paese si è trasformato in esempio di pace, equilibrio, sobrietà, valori forti che hanno accompagnato per anni il nostro sviluppo sociale ed economico. Una democrazia che ha saputo crescere pur avendo due forze contrapposte dal bilateralismo internazionale, come la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista. Un paese che ha saputo approvare leggi all’avanguardia, dal divorzio, all’aborto, all’obiezione di coscienza. N paese che è stato di esempio per il mondo chiudendo per sempre i manicomi. E nessuno certo si è mai lamentato di avere “matti” in giro per strada. In questi giorni tutti parlano di una nuova tangentopoli, ed in effetti il clima è decisamente lo stesso. Pochi però sottolineano che con un referendum gli italiani avevano abolito il “finanziamento pubblico ai partiti” che in barba alla volontà del popolo è rientrato dalla finestra come “rimborso elettorale”. Non mi resta che sperare, che come spesso la storia insegna, anche un episodio che potrebbe essere considerato piccolo, marginale, e secondario come quello del bambino portato via con la forza, possa invece scatenare un effetto a catena e rappresentare una occasione di riscatto dell’opinione pubblica, che informandosi e partecipando, possa spingere il parlamento ad uno scatto di orgoglio e far tornare i diritti al centro dell’azione politica, partendo proprio dai diritti dei bambini. Proprio sul loro presente e sul loro futuro gravano i problemi della crisi e di questo loro non hanno davvero alcuna colpa. Difendiamoli, ora!

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