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Corea – Sale la tensione

La Corea del Nord annuncia il lancio di un missile in contemporanea alle elezioni presidenziali nella Corea del Sud

 

La Corea del Nord ha annunciato il prossimo lancio di un missile, il secondo dell´anno, che metterà in orbita un satellite.
La data del nuovo lancio coincide con lo svolgimento di elezioni presidenziali in Corea del Sud, in programma il 19 dicembre e ricorre nel primo anniversario della morte dell´ex leader nordcoreano Kim Jong-il, scomparso il 17 dicembre dello scorso anno.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva condannato lo scorso aprile il lancio del razzo nordcoreano che ha considerato “una grave violazione” delle precedenti risoluzioni adottate contro Pyongyang nel 2006 e nel 2009, che vietano qualsiasi attività nucleare o balistica. Le autorità nord-coreane avevano risposto che si trattava di un lancio destinato a mettere in orbita geostazionaria un satellite meteorologico. La comunità internazionale, che invece considera questi lanci un travestimento per sperimentare missili balistici intercontinentali, considera queste operazioni condotte dall´esercito Nordcoreano un modo per acquisire maggiore padronanza nell´utilizzo di armi di distruzione di massa.
Il portavoce della Commissione per la difesa nazionale della Corea del Nord aveva infatti dichiarato nella scorsa metà di ottobre, che il suo paese dispone di missili strategici in grado di colpire non solo le forze americane stanziate sulla penisola coreana ma anche il Giappone e il territorio degli Stati Uniti. La dichiarazione era senza dubbio una risposta all´accordo concluso qualche giorno prima. tra Washington e Seul, per aumentare la portata dei missili sud-coreani. Sulla questione era intervenuto anche il segretario generale delle Nazioni Unite: «Si tratta di una dichiarazione preoccupante che non farà altro che aggravare le tensioni» dichiarava Ban Ki-moon che comunque sottolineava di non essere in possesso di informazioni che permettessero di giudicare la credibilità di questa minaccia.

Sono diversi mesi che assistiamo ad una preoccupante escalation tra i due paesi della penisola coreana, proprio quando la Corea del Sud è stata eletta tra i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La tensione, che con questo nuovo lancio è destinata a tornare alta, era rapidamente cresciuta quando il presidente della Corea del Sud Lee Myung-Bak aveva effettuato una visita a sorpresa nell´isola di Yeonpyeong, teatro due anni orsono di un bombardamento da parte delle forze della Corea del Nord. «Dobbiamo difendere il confine marittimo fino alla fine» dichiarava il presidente sud-coreano accompagnato su questa piccola isola di meno di 2.000 abitanti da uno spiegamento di unità militari con artiglieria al seguito, esclamando: «Se la Corea del Nord ci provoca, dobbiamo rispondere con forza».
Il mattino dopo arrivava dalla Corea del Nord una minaccia ancora più diretta. L´occasione veniva data dall´annunciata iniziativa da parte di oppositori del regime comunista di rilasciare la settimana successiva dei volantini politici sul territorio della Corea del Nord. «Al minimo movimento relativo a questo progetto, le unità del fronte occidentale lanceranno un attacco militare spietato senza alcun preavviso» tuonava minaccioso un comunicato ufficiale dell´Esercito Popolare di Corea, che vanta oltre un milione di effettivi. La Corea del Sud replicava immediatamente: «Risponderemo con forza a qualsiasi attacco dalla Corea del Nord. Ci vendicheremo colpendo l´origine del fuoco» dichiarava il ministro della Difesa sudcoreano Kim Kwan-jin. Ma il lancio di volantini attaccati a palloncini annunciato per il 22 ottobre alle ore 11.30 nel corso di una manifestazione organizzata da oppositori del regime comunista nella città di Paju, situata proprio al confine, a circa 60 km a nord di Seul veniva in realtà se non proprio represso ma strettamente controllato dalle autorità della Corea del Sud intervenute per evitare che nemmeno un palloncino finisse oltre frontiera.
Le tensioni tra la Corea del Sud e Corea del Nord non si sono mai assopite dalla guerra del 1950-53, e sono peggiorate al punto di far temere l´esplosione di un nuovo conflitto nel 2010, quando avvenne l´affondamento di una corvetta sudcoreana che ha provocato la morte di 46 marinai seguita poche settimane dopo dal bombardamento dell´isola sudcoreana di Yeonpyeong.

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