Pages Navigation Menu

Il giornalismo al servizio del pubblico interesse

Cipro boccia le misure europee

cipro-no-merkel

Il ministro delle Finanze tedesco qualifica come “irresponsabile” la decisione del Parlamento cipriota che ha espresso parere contrario alle misure imposte dalla troika. Mentre le banche dell’isola restano chiuse ora è tutto da rifare

Sono state ore di vero caos: il ministro delle Finanze aveva annunciato le sue dimissioni, fuori dal palazzo manifestazioni di protesta, i portavoce dei partiti annunciavano l’astensione e alla fine il Parlamento cipriota ha respinto il piano di salvataggio europeo. Quando il presidente dell’assemblea, Yiannakis Omirou ha annunciato il risultato, 36 membri hanno votato contro la proposta di legge mentre 19 si sono astenuti e quindi il piano non ha ricevuto nemmeno un solo voto favorevole, sia dentro che fuori il Parlamento c’è stata una grande esplosione di gioia per il “No”, la folla ha iniziato a cantare “Cipro appartiene al suo popolo“. Ieri abbiamo assistito al rimpallo delle responsabilità, a leggere le dichiarazioni sembrava proprio che nessuno voleva questa misura, ma il popolo cipriota non nutre dubbi sulla responsabilità, la colpa è della Merkel, che infatti si era subito e pubblicamente dichiarata soddisfatta della misura, seguita a ruota dalle molteplici voci tedesche, quelle del ministro delle finanze, per non parlare del capo della Bundesbank che ha subito minacciato anche l’Italia, concetto ribadito dai vertici della Commerzbank che chiedevano una misura ancora più rigida, un prelievo forzoso del 15% per sistemare il rapporto debito/Pil del nostro Paese.

Insomma, i tedeschi mostrano il pugno di ferro e quella di Cipro sembra proprio una prova generale, un precedente utile pewr abbandonare per sempre la strada della solidarietà per imporre la filosofia del comando dei forti sui deboli.

Ma il presidente cipriota Nicos Anastasiades, ha detto che bisogna rispettare questo voto, ha avuto un colloquio telefonico che ha definito “costruttivo” con il presidente russo Vladimir Putin, particolarmente interessato alla sorte dei miliardi di euro russi depositati nelle banche dell’isola, questo alla vigilia del viaggio a Mosca del ministro delle Finanze Michalis Sarris.

La Banca Centrale Europea, che ha partecipato ai negoziati con l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale ha preso atto del rifiuto dichiarando che avrebbe fornito liquidità per quanto necessario, suggerendo che la porta non era chiusa ad una rinegoziazione del piano di aiuti.

In serata si è pronunciato anche l’Eurogruppo che ha “ribadito la sua offerta” a Nicosia: «Confermo che l’euro zona è pronta ad assistere Cipro nei suoi sforzi di riforma e abbiamo ribadito la proposta di non toccare i depositi di meno di 100.000 euro» ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem che ha anche sottolineato: «Abbiamo lasciato una certa libertà a Cipro. Sono profondamente dispiaciuto della decisione di Cipro, ma la palla è sempre nel loro campo».

Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha preso atto “con rammarico” del rifiuto cipriota, chiedendo «una soluzione credibile per permettere a Cipro di avere accesso ai mercati finanziari». Schäuble ha ribadito che Cipro è “l’unica responsabile” per i problemi del suo sistema bancario “completamente fuori misura“, sottolineando che non vi era “alcuna alternativa, a quella di ristrutturare il sistema”.

Le banche resteranno comunque chiuse fino giovedì. La troika europea si è resa protagonista di una sonora sconfitta, ha dimostrato assoluta incapacità e inefficacia, imponendo un piano che ha scosso i mercati finanziari in tutto il mondo. Una proposta che ha avuto il solo merito di destabilizzare, ha indebolito l’euro, ha fatto rivivere le tensioni sull’eurozona portando molti investitori a chiudere le loro posizioni, in particolare ha finito per colpire i titoli bancari che sono risultati generalmente in calo del 4-6%.

Cipro sta chiedendo ormai da giugno dello scorso anno 17 miliardi di euro, non sarebbe il primo ma il quinto Paese della zona euro a beneficiare di programmi di aiuto, ovviamente per un importo molto inferiore ai centinaia di miliardi erogati alla Grecia e le decine e decine di di miliardi versati al Portogallo, all’Irlanda e al settore bancario spagnolo.

Eppure, la troika è riuscita a gestire nel peggiore dei modi possibili anche una piccola questione come quella di Cipro. Il ministro delle Finanze tedesco ha detto che quella del Parlamento cipriota è “una decisione irresponsabile” ma i veri irresponsabili sembrano proprio coloro che invece di intervenire con razionalità ed efficacia, trasformano il tavolo di un negoziato finanziario che riguarda uno Stato sovrano e membro dell’Unione europea, in una sorta di tribunale che giudica su basi morali e criteri economici di parte, sentenziando punizioni che colpiscono indiscriminatamente tutti i cittadini, peraltro con l’intento apertamente dichiarato di voler colpire gli interessi inglesi e russi sull’isola.

Protagonisti di questa clamorosa iniziativa sono stati soprattutto i tedeschi, che hanno così voluto punire la politica di Cipro che pratica un regime fiscale favorevole, risultando così un paradiso fiscale in grado di attrarre investitori e non solo dalla Russia. Ieri, infatti, persino l’Ungheria ha reso noto che società e cittadini ungheresi hanno depositi per un miliardo di euro, ma è soprattutto la Russia ad avere enormi depositi nell’isola mediterranea.

Infatti il ministro delle Finanze russo Anton Silouanov ha lamentato che l’Unione europea abbia preso una simile decisione senza alcuna consultazione minacciando di riconsiderare la sua proposta per agevolare le condizioni di credito dei 2,5 miliardi di euro concessi a Nicosia nel 2011. La banca russa Gazprombank, posseduta al 41% dal colosso Gazprom ha offerto sostegno finanziario a Cipro in cambio di licenze di produzione di gas naturale, dopo la scoperta di ingenti risorse di idrocarburi nel mare di costa meridionale dell’isola. Da Mosca accusano, qualificano l’azione Europea come un “crimine premeditato” che esprime la volontà di imporre una “forma di schiavitù economica” per forzare Cipro a rompere i suoi legami con Mosca e Pechino e permettere ad altri di mettere le mani sulle sue riserve energetiche.

Con questa stupida e “ignobile” azione, l’Europa ha toccato il fondo, ma non possiamo sperare che ora le cose cambino. L’unica speranza è quella che l’opinione pubblica tedesca scelga di bocciare gli attuali leader, ma che questo avvenga è piuttosto difficile, visto che le decisioni che questi cercano di imporre all’Europa sono, sempre e comunque, a scapito dei Paesi europei più deboli ma palesemente in esclusivo favore degli interessi della sola Germania.

Rispondi