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Cina: l’aviaria torna a colpire

shanghaivirus

A Shanghai è stata certificata la sesta vittima dell’H7N9 il virus dell’influenza aviaria è quindi scattato l’allarme e le autorità hanno deciso di abbattere tutti i volatili e hanno chiuso immediatamente tutti i mercati

Il primo caso sospetto era venuto alla luce ad Hong Kong, quando le autorità sanitarie avevano riscontrato un caso sospetto di infezione in una bambina di sette anni. La bambina era da poco rientrata da Shanghai dove era stata a stretto contatto con il pollame.

Questo particolare ceppo infettante non era mai stato trasmesso agli esseri umani, ma con la morte di questo agricoltore di 64 anni avvenuta nella provincia di Zhejiang per complicazioni respiratorie ed alla luce degli altri decessi ed in presenza di altre 16 persone gravemente ammalate a causa dal virus H7N9 il rischio di non intervenire era troppo alto specialmente in una città ad altissima densità abitativa che ospita ben 23 milioni di persone.

Per tutelare la salute pubblica le autorità hanno effettuato l’abbattimento di più di 20.000 animali del mercato di Huhai, una operazione che è andata avanti per tutta la notte da personale che indossava un vestito di protezione e maschere respiratore sul viso.

Questa mattina la zona del mercato è restata inaccessibile mentre le strade circostanti sono state disinfettate. Dopo le preoccupazioni sollevate dal grande scandalo delle decine di migliaia di suini morti che affioravano dal fiume principale della città sulla popolazione si abbatte un’ulteriore pericolosa minaccia. Il direttore del centro di controllo contro le malattie infettive di Shangai, Wu Fan, ha cercato di rassicurare la popolazione: «Ad oggi, si può chiaramente dire che non vi è alcuna trasmissione interumana del ceppo H7N9 dell’influenza aviaria».

Sembrerebbe quindi che la malattia non si trasmette da uomo a uomo ma solo da animale a uomo quindi le drastiche misure prese dovrebbero garantire un pronto isolamento. Infatti, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha respinto l’ipotesi di una possibilità di pandemia, proprio per l’assenza di trasmissione interumana di questo ceppo H7N9.

Tuttavia, gli esperti hanno sottolineato l’importanza di individuare e stabilire con assoluta certezza la fonte dell’infezione e di verificarne la modalità di trasmissione, naturalmente sottolineando l’importanza di prendere le misure adeguate per ridurre l’esposizione umana al virus, suggerimento che le autorità cinesi hanno preso alla lettera.

Infatti i volatili potrebbero essere portatori di H7N9 anche in assenza di sintomi e questo poteva complicare la lotta contro la malattia. Per non correre rischi le autorità sanitarie sono quindi intervenute drasticamente abbattendo tutti gli animali vivi. La situazione viene monitorata anche dalle autorità sanitarie degli Stati Uniti che hanno accolto favorevolmente la promessa di uno scambio aperto e trasparente di informazioni da parte del ministero della Sanità cinese.

La più recente e famosa influenza aviaria, quella del virus H5N1 aveva causato più di 360 morti nel mondo, portando l’Organizzazione Mondiale della Sanità a lanciare un forte allarme e molti Stati ricorsero alla vaccinazione di massa. Fortunatamente si era trattato di un falso allarme e non mancarono forti critiche condite da accuse di speculazioni e affari sui vaccini.

Ma in realtà il pericolo non è scampato, gli scienziati temono infatti che una mutazione del virus potrebbe generare un ceppo più resistente e qualora questo sfociasse nella contaminazione da uomo a uomo, potrebbe scatenare una pandemia. Non sarebbe certo la prima volta, la storia ce lo ricorda e con grande drammaticità. La mutazione dei virus è una evoluzione assolutamente naturale, ma anche se fosse contro natura, speriamo proprio di riuscire a vincere questa battaglia.

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