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Bond, James Bond

Secondo uno studio neozelandese lo 007 al servizio della regina ha usato sempre più liberamente la sua “licenza di uccidere”

Sull’allarme lanciato dal professor Bob Hancox, co-autore della ricerca, secondo il quale «Studi approfonditi dimostrano che la visione della violenza nei media, da parte dei giovani telespettatori, può contribuire alla desensibilizzazione degli atti di violenza o influenzare il comportamento aggressivo», la discussione meriterebbe considerazioni e riflessioni ben più articolate di quanto si possa fare in questo articolo. Ci limitiamo quindi solo al lato cinefilo di una ricerca che per alto è poco più di una curiosità.

Protagonisti sono alcuni ricercatori dell’University of Otago, che fondata nel 1889 è una delle prime e più antiche università della Nuova Zelanda. Gli studiosi hanno attentamente analizzato le proiezioni dei 22 film del famoso 007. Hanno metodicamente rilevato tutti gli atti di violenza, classificando ogni singolo atto in due diverse categorie: la violenza lieve o la violenza grave.

I risultati dello studio, pubblicato questa settimana su una rivista internazionale specializzata in psicologia infantile ed adolescenziale, dimostra che nell’arco dei 50 anni di vita dell’eroico James Bond, la violenza è raddoppiata. Ma mentre dal “Dr.No” del 1962 a “Quantum of Solace” del 2008, il numero delle violenze lievi è rimasto praticamente invariato, la violenza “seria”, quella finalizzata a causare lesioni gravi o la morte è invece addirittura triplicata.

Secondo il team dell’Università neozelandese, il film meno violento della serie è quello che ha visto Roger Moore,
interpretare per la prima volta il ruolo di James Bond, nella pellicola “Vivi e lascia morire” del 1973.
“Skyfall”, l’ultimo capitolo della serie, proiettato con successo da ormai un mese e mezzo sugli schermi di tutto il mondo, non è stato invece considerato in questo studio che si è concluso prima della sua uscita.

A nostro avviso questa è una pigrizia, non ci voleva poi molto ad aggiornare i dati. Anche se basta guardare il trailer per capire che la tendenza non ha invertito la rotta. L’allarme però non lo raccogliamo. Per noi, James Bond resta un grande eroe della celluloide, e questo come tutti gli altri della serie 007, hanno sempre meritato di essere visti al cinema, ancor di se accompagnati dai propri figli o nipoti.

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