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Bocciato il Porcellum

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La Corte costituzionale considera illegittimi il premio di maggioranza e le liste bloccate previsti dall’attuale legge elettorale

La stampa internazionale ha dedicato grande attenzione dando risalto alla avvenuta decadenza di Silvio Berlusconi ma ha del tutto trascurato la decisamente più rilevante notizia sulla sentenza della Corte costituzionale che ha spinto molti ha definire come illegittimo l’attuale Parlamento finendo per mettere in discussione persino entrambe le elezione del presidente Napolitano.

In realtà la questione è più complessa e meno drammatica. Infatti la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale solo di alcune delle norme del cosiddetto “Porcellum” (la legge n.270/2005) in particolare ha stabilito l’illegittimità costituzionale dei passaggi che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza e le norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.

La stessa Corte ha precisato che la decorrenza dei relativi effetti giuridici della sua sentenza avrà luogo quando saranno rese note le motivazioni, sottolineando che «Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali».

Appare quindi del tutto evidente che in alcun modo la sentenza possa abolire “tout court” il Porcellum per tornare semplicemente alla la precedente legge elettorale in vigore il “Mattarellum“, quando di fatto l’unica azione giustificata sarà quella di adeguare l’attuale legge elettorale modificandone le parti considerate non rispondenti alla Costituzione.

Concordiamo perfettamente con il presidente della Repubblica quando sostiene che «La decisione della Corte Costituzionale non può aver stupito o colto di sorpresa chiunque abbia ricordo delle numerose occasioni in cui sono intervenuto per sollecitare fortemente il Parlamento a intervenire modificando la legge elettorale del 2005 almeno nei punti di più dubbia costituzionalità. Questi erano stati segnalati dalla stessa Corte Costituzionale già nelle sentenze emesse nel gennaio 2008 e nel gennaio 2012 esaminando le richieste di referendum abrogativi della legge vigente».

Una concordia che però finisce per scemare quando Napolitano afferma che «Diventa ormai imperativa tale espressione di volontà, attenta a ribadire il superamento, già sancito dal 1993, del sistema proporzionale e a ribadirlo insieme con l’introduzione di modifiche costituzionali per quel che riguarda almeno il numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo paritario».

A nostro avviso infatti, non si può correre il rischio di riconosce a questo Parlamento altra legittimità rispetto alla sola, semplice e dovuta modifica della attuale legge elettorale in applicazione alle indicazioni della Corte costituzionale. L’introduzione di modifiche costituzionali da parte di un Parlamento che vede ancora sub judice la proclamazione di ben 148 tra deputati e senatori eletti solo in funzione del premio di maggioranza giudicato illegittimo risulterebbe infatti del tutto inopportuna.

Opportuno è quindi modificare la legge elettorale secondo le indicazioni presenti nelle motivazioni della Corte costituzionale per poi sciogliere le Camere ed andare immediatamente al voto demandando alla prossima legislatura, in questo caso pienamente legittimata ad adottare eventuali riforme costituzionali.

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