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BitCoin: una grande bufala mediatica

bitcoins

Sui portafogli virtuali dopo Bank of China e Banca di Francia arriva l’allarme dell’EBA

Avete sentito parlare della nuova moneta virtuale che poteva essere coniata dal proprio computer? Vi ricordate le facce o le voci dei giornalisti che hanno parlato di una “rivoluzione” che oltre a garantire facili guadagni poteva anche nascondere al fisco le transazioni finanziarie?

La risposta è certamente positiva, visto che nelle ultime settimane su questa storia se ne sono lette e sentite davvero di tutti i colori. Meno penosi ma ancora più ridicoli dei titoli che definivano Nelson Mandela come “il padre dell’apartheid”, cantonate, cialtronerie, omissioni si sono accavallate sull’onda che ha portato tutti i media a protagonisti di una clamorosa bufala mediatica legata al fenomeno BitCoin.

Non solo errori clamorosi in cui sono cadute anche prestigiose rubriche economiche, ma una sorta di volontario allontanamento dalla realtà in cui la ragione e la professionalità sono andate del tutto perse per inseguire l’emozione di una notizia che non ha alcun riscontro con la realtà.

Si è infatti parlato a vanvera di una moneta che poteva essere coniata direttamente dal proprio computer, si sono esaltate le possibilità di facili guadagni, si è artatamente parlato di un nuovo bene rifugio che assicurava persino l’anonimato. Ma questa leggenda metropolitana che parlava di un BitCoin che permetterebbe non solo lauti guadagni ma anche di mantenere l’anonimato, di sfuggire al fisco e di rivoluzionare il mondo finanziario è solo frutto di una marea di bufale.

Ma la cosa più grave è il fatto che non ci troviamo di fronte ad un abbaglio, non è stata la società che ha inventato il BitCoin a sparare cazzate, ma a farlo sono stati proprio i giornalisti.

Il tutto è nato in seguito all’unica vera notizia, quella che il valore del BitCoin aveva superato la simbolica soglia di mille dollari. Bastava una semplice verifica online per evitare di cadere nell’errore di definire BitCoin come una “novità”, come un esempio che sarebbe stato presto seguito da altri, quando in realtà sono già centinaia le monete, o meglio i “portafogli digitali” che esistono in rete. BitCoin è solo e semplicemente il più noto e riesce meglio degli altri nell’abilità di comunicare.

E BitCoin fa solo il suo lavoro, cerca di promuoversi e di affermarsi su un mercato in evoluzione, sono stati i mezzi di comunicazione, proprio quelli che avrebbero il dovere di verificare e fornire una giusta informazione che hanno diffuso informazioni errate e tendenziose.

Amaro considerare che non è affatto BitCoin ad essere scorretta. Non c’è infatti nessuna traccia sul sito di questa onesta e corretta società in cui si trovino promesse di facili guadagni o in cui si assicuri l’anonimato. L’unica ad essere scorretta è stata solo l’informazione.

BitCoin si propone infatti molto onestamente. Non millanta in alcun modo le virtù che gli sono state attribuite in maniera del tutto fantasiosa dai media. BitCoin molto più semplicemente afferma solo di essere un innovativo network di pagamento con costi delle transazioni pari a zero o comunque molto contenuti.

Anzi, è la stessa società che addirittura sconsiglia di trasferire i propri risparmi in Bitcom. In maniera del tutto trasparente suggerisce di trasformare in BitCoin solo somme che siamo disposti a perdere e spiega in maniera inequivocabile che non può assicurare in alcun modo l’anonimato!!!

Sono stati quindi i media che hanno lavorato di pura fantasia paventando uno scenario del falso, irreale e del tutto inesistente. Non hanno alimentato una bufala, l’hanno creata.

Dopo la Bank of China la settimana scorsa era stata anche la Banca di Francia a sostenere che il Bitcoin è semplicemente «una moneta virtuale non regolata, che viene presentata dai suoi sviluppatori come una alternativa a corso legale, ma in realtà non offre alcuna garanzia di rimborso».

Ed ora sulla vicenda è intervenuta anche l’EBA, oggi infatti l’Autorità bancaria europea mette tutti in guardia contro i pericoli delle valute virtuali, in particolare precisando proprio in relazione al BitCom che gli utenti non avrebbero modo di ricorrere in caso subiscano perdite: «Attualmente nell’Unione Europea non esiste una tutela normativa sulle perdite dei consumatori in caso di fallimento delle piattaforme per lo scambio di monete virtuali».

I portafogli digitali infatti non prevedono al momento alcun indennizzo in caso di azioni di pirateria o di rimesse non andate a buon fine per problemi di routing. Il rischio di perdere completamente ogni somma versata come abbiamo detto è evidenziato dalla stessa BitCoin e resta quindi una reale possibilità. Lontano dalla realtà rimangono solo i giornalisti che hanno colpevolmente alimentato una assurda leggenda, questa sì coniata dai propri personal computer.

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