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Birmania: venduto a 34mila euro un maglione fatto da Aung San Suu Kyi

angsunki

Un maglione colorato interamente lavorato a maglia dalle mani del leader dell’opposizione birmana e premio Nobel Aung San Suu Kyi è stato venduto per circa 34mila euro durante un’asta di beneficenza organizzata per raccogliere fondi per progetti relativi all’istruzione

Collo a V, il maglione di lana, verde, blu e rosso, acquistato da una stazione radio privata di Rangoon, ricorda gli anni degli arresti domiciliari della paladina dei diritti democratici. Aung San Suu Kyi sposata ad un inglese viveva in Gran Bretagna con i suoi due figlia, ed era tornata in Birmania nel 1988 al capezzale della madre malata, quando una sollevazione popolare repressa nel sangue la incoronò icona della resistenza democratica, fatto che la privò della libertà per quasi 15 anni, per tornare di nuovo libera nel 2010. Nel 1991 fu insignita del premio Nobel per la Pace. Dal momento dello scioglimento della giunta nel marzo del 2011, è tornata nel cuore della politica birmana ed è stata eletta deputato al Parlamento. Oggi è una delle più probabili candidate alla prossima presidenza della Birmania.

Suo padre, il generale Aung San, era uno dei principali esponenti politici birmani, che dopo aver negoziato l’indipendenza della nazione dal Regno Unito nel 1947, fu ucciso nello stesso anno dagli avversari politici, quando Aung San era solo una bimba di appena due anni. La madre, Khin Kyi, non si sottrasse all’impegno politico e divenne nel 1960 ambasciatrice in India. Aung San Suu Kyi fu sempre presente al fianco della madre, la seguì ovunque, ed ebbe la possibilità di frequentare le migliori scuole indiane e successivamente quelle inglesi, tanto che nel 1967, presso il St Hugh’s College di Oxford, conseguì la prestigiosa laurea in Filosofia, Scienze Politiche ed Economia. Continuò poi i suoi studi a New York dove lavorò per le Nazioni Unite e dove incontrò il suo futuro marito, Michael Aris, studioso di cultura tibetana, che sposò nel 1971 e col quale ebbe due figli, Alexander, nato nel 1972 e Kim nel 1977.

Alla instaurazione del regime militare del generale Saw Maung, fortemente influenzata dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi, Aung San Suu Kyi sposò la causa del suo paese in maniera non-violenta e fondò la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 settembre 1988. Neanche un anno dopo le furono comminati gli arresti domiciliari, ed anche se il regime le concedeva l’espatrio Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime per percorrere la strada della battaglia non violenta.

Nel 1990 il regime militare decise di chiamare il popolo alle elezioni, e il risultato fu una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi dovuta diventare primo ministro. Ma i militari rigettarono il voto e mantennero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L’anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace, ed utilizzò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano.

Nel 2002, a seguito di forti pressioni delle Nazioni Unite, ad Aung San Suu Kyi fu riconosciuta una maggiore libertà d’azione ma nel maggio 2003, mentre era a bordo di un convoglio con numerosi sostenitori, un gruppo di militari aprì il fuoco e massacrò decine di persone, e solo grazie alla prontezza di riflessi del suo autista, Ko Kyaw Soe Lin, riuscì a salvarsi, ma fu di nuovo messa agli arresti domiciliari. Da quel momento, la salute di Aung San Suu Kyi è andata progressivamente peggiorando, tanto da richiedere un intervento e vari ricoveri.

Il “caso” Aung San Suu Kyi ha incominciato ad essere un argomento internazionale, tanto che gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea hanno fatto grosse pressioni sul governo del Myanmar per la sua liberazione, ma gli arresti domiciliari furono rinnovati per un anno nel 2005 e ulteriormente rinnovati nel 2006 e nel 2007.

Il 9 novembre 2007, Aung San Suu Kyi ha lasciato la sua abitazione dove era confinata agli arresti domiciliari e ha incontrato il ministro nominato ad hoc dalla giunta militare al potere per il dialogo con l’opposizione, il ministro dei trasporti Aung Kyi. Un dirigente della Lega nazionale per la democrazia ha detto che Suu Kyi ha anche incontrato tre esponenti del suo partito, che non incontrava da tre anni.

L’11 giugno Aung San Suu Kyi è stata nuovamente condannata, questa volta a tre anni di lavori forzati per violazione della normativa della sicurezza che sono stati commutati poi, dalla Giunta militare, in 18 mesi di arresti domiciliari.

Il 13 novembre 2010 Aung San Suu Kyi è stata finalmente liberata. Il 1º aprile di quest’anno ha ottenuto un seggio al parlamento birmano. Il 16 giugno 2012 ha ritirato il premio Nobel per la Pace. Ora sta iniziando a visitare vari stati, dato che le è stato finalmente concesso il permesso dal Governo birmano. Andrà in Inghilterra dal figlio e in seguito anche in Francia.

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