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Ashton in Medio Oriente

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Netanyahu sollecita l’Europa sulla questione Iran ed Hezbollah

Nel corso di un incontro a Gerusalemme con Catherine Ashton, responsabile della politica estera dell’Unione europea, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato gli europei a mostrarsi determinati come Israele e Stati Uniti sulla questione del programma nucleare iraniano.

«Importante che l’Europa vada ad unirsi agli Stati Uniti e agli altri responsabili della comunità internazionale per chiedere di fermare il programma nucleare iraniano» ha ribadito ancora una volta Netanyahu che dal momento dell’annuncio della vittoria a sorpresa del religioso moderato Hassan Rohani alla presidenza della Repubblica Islamica dell’Ira, è impegnato in prima linea insieme ai cosiddetti “falchi” del suo governo a ripetere al mondo che questa elezione non modifica la situazione e che la necessità di mantenere la pressione su Teheran e di non alleviare le sanzioni internazionali sono elementi necessari e fondamentali per evitare una escalation militare.

Sin dalle sue prime dichiarazioni il nuovo presidente iraniano Hassan Rohani è apparso decisamente di un tono più conciliante e sembra determinato alla riconciliazione con l’Occidente, ma formalmente rimane per il momento impegnato nello stesso identico modo del suo predecessore su molte questioni chiave come quella sul nucleare.

Israele, attualmente unica potenza nucleare nella regione, insieme ai suoi alleati occidentali accusano l’Iran di voler sviluppare armi atomiche sotto la copertura di un programma nucleare civile, anche se Teheran ha sempre negato.

Riferendosi ad Hezbollah, alleato dell’Iran, il premier israeliano ha espresso la speranza che l’Unione europea inserisca questa potente formazione sciita libanese nella lista delle organizzazioni terroristiche: «è molto difficile da accettare che non si possa avere un consenso su questo tema in Europa. Se Hezbollah non è un’organizzazione terroristica, allora che cosa è un’organizzazione terroristica?» ha tuonato Netanyahu.

Il premier israeliano ha fatto cenno anche ai tentativi per rilanciare i negoziati tra israeliani e palestinesi del segretario di Stato americano John Kerry: «Noi siamo pronti per i negoziati diretti, oggi come lo eravamo ieri e lo saremo domani. Mi auguro che l’Europa sosterrà gli sforzi di Kerry».

Il capo della diplomazia europea non si è pronunciata sulle richieste di Netanyahu che riguardano Iran e Hezbollah, arrivata mercoledì nella regione, la Ashton ha incontrato anche il presidente palestinese Abbu Mazen a Ramallah mentre oggi si recherà anche nella Striscia di Gaza.

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