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Armenia: vittoria a Sarkisian

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I primi exit pool danno il 58% al presidente uscente mentre il suo rivale Hovannisian si sarebbe fermato al 32%

Il presidente armeno Serzh Sargsyan secondo i primi exit pool sarebbe stato rieletto con quasi il 60% dei voti. Sarkisian avrebbe battuto il suo principale rivale, l’ex ministro degli Esteri Raffi Hovannisian che si sarebbe fermato al 32% dei consensi, secondo il sondaggio Gallup.
L’ex primo ministro Hrant Bagratian e l’ex dissidente sovietico Parouïr Haïrikian, feriti da armi da fuoco a fine di gennaio durante la campagna elettorale avrebbero ottenuto solo il 3% dei voti. L’elezione è stata monitorata da circa 600 osservatori internazionali, un vero e proprio test per la democrazia di questa ex repubblica sovietica del Caucaso, dopo i sanguinosi scontri che hanno caratterizzato le elezioni presidenziali del 2008.

L’Armenia dichiarò la sua indipendenza dall’Unione Sovietica il 21 settembre 1991. Negli ultimi decenni il Paese è stato impegnato in un lungo conflitto con l’Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh, un’exclave armena in territorio azero che fu assegnata al governo di Baku da Stalin. I due stati si sono affrontati nel 1988 per il controllo dell’enclave, conflitto che è esploso a seguito dell’indipendenza di entrambi i paesi avutasi con la dissoluzione dell’URSS. Nel maggio 1994, con la proclamazione del cessate il fuoco, le autorità armene controllavano non solo l’intero Nagorno-Karabakh ma anche una porzione di territorio etnicamente azero. Le economie di entrambi gli stati hanno sofferto a causa della guerra, soprattutto per via dei reciproci blocchi commerciali.

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