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Falso il video dell’Aquila reale che artiglia bimbo nel parco di Montreal

Il video pubblicato su Youtube è stato visto in poche ore da quasi un milione di persone. Dubbi sono stati sollevati subito anche se era davvero ben fatto e verosimile. Infatti l’ha realizzato una scuola di Montreal specializzata negli effetti 3D

Questo video pubblicato mertedì su YouTube che mostra un’aquila reale che in un parco di Montreal artiglia un bambino prima di rilasciarlo a pochi metri di distanza, è stato visto in poche ore da quasi mezzo milione di persone.

L’aquila reale è il più grande rapace del Nord America e secondo la Società US National Geographic può raggiungere, quando punta in caduta libera una preda, la velocità di 240 km orari.

Diversi osservatori hanno subito espresso dubbi circa la sua veridicità, anche se il video è decisamente verosimile.
Inizia mostrando il rapace, un uccello con due metri di apertura alare, che volando in cerchio sopra il parco effettua una ricognizione, poi, improvvisamente, punta vira in caduta puntando il bambino che artiglia per la giacca, ma non riuscendo a riprendere quota lo rilascia pochi metri più avanti facendolo cadere sull’erba.

Nel video si capisce che l’uomo che riprende la scena corre subito in soccorso del bambino che piange ma non ha subito alcuna ferita. Gli esperti canadesi sono divisi, sentono puzza di “fake”, ma molti sostengono che sia troppo ben fatto per essere un falso, e in particolare segnalano come prova della veridicità l’improvvisa e rapidissima apparizione dell’ombra del rapace nel video.

Non poteva che essere ben fatto, visto che è stato realizzato da tre studenti di una scuola specializzata in effetti 3D di Montreal, che è uscita allo scoperto il giorno dopo, quando il video aveva registrato diversi milioni di visitatori.

Sono pochi, ma non rarissimi, gli attacchi all’uomo, che comunque si sono sempre conclusi con lievi ferite.
Uno dei più recenti riguarda un bimbo di due anni, rimasto ferito in Inghilterra, ma in quell’occasione l’aquila era ammaestrata e sfuggita al controllo dell’addestratore. Piuttosto curioso è anche l’episodio riferito sempre a novembre da un quotidiano cinese. Un aquila reale avrebbe infatti attaccato degli uomini per vendetta. Due cinesi che avevano ucciso qualche giorno prima quella che probabilmente era la compagna, sono infatti stati oggetto di un violento e ripetuto attacco, durato oltre venti minuti. Ad uno dei due sono stati applicati 12 punti di sutura alla testa, e pare che quando i due, soccorsi da un auto della polizia, mentre si allontanavano, siano entrati ancora una volta nel mirino del rapace, che ha colpito più volte il parabrezza, inseguendo l’auto per quasi un chilometro.
Peccato che non ci siano foto dell’accaduto e anche in questo caso, senza effetti speciali, potrebbe trattarsi di un altro Fake.

Uno dei pochi attacchi documentati resta quello subito da una troupe televisiva, che si è troppo avvicinata a dei nidi, ma in quel caso è stato chiaramente solo un tentativo di dissuadere gli operatori a proseguire, il rapace non ha causato nemmeno un graffio.

Se quindi, da una parte, si contano sulle dita di una mano gli episodi in cui un’aquila ha attaccato l’uomo, sono invece innumerevoli gli episodi che vedono gli uomini ferire o uccidere le aquile. Per non parlare degli incidenti causati dai cacciatori che hanno ferito e ucciso nel mondo centinaia e centinaia di persone.

L’Aquila reale ad ogni modo non è considerato un animale a rischio di estinzione, anche se in molti Stati è una specie protetta. La sua popolazione è stimata intorno ai 250mila esemplari. Il rapace è in cima alla catena alimentare, infatti solo i pulcini sono a rischio, mentre gli adulti non hanno predatori. Per alimentarsi attaccano conigli, lepri, scoiattoli, pernici, fagiani ed altri uccelli, ma anche piccoli caprioli, camosci e cervi, più raramente rettili e pesci.

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