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Addio alla “Iron Lady”

La prima e unica donna a Downing Street dal 1979 al 1990 è morta a Londra all’età di 87 anni

La “Lady di Ferro” è stata la prima donna nella storia britannica a ricoprire la carica di premier guidando il Paese dal civico 10 di Downing Street dal 1979 al 1990. Margareth Hilda Roberts in Tatcher aveva 87 anni quando ieri è deceduta a Londra in seguito ad un ictus. Sono previsti funerali solenni ma non di Stato e per sua espressa volontà, come annunciato dai suoi figli gemelli Mark e Carol Thatcher, la Lady di Ferro sarà cremata.

Le reazioni non si sono fatte attendere, la notizia è stata rilanciata in tutto il mondo con considerazioni contrastanti, e non poteva essere diverso visto che siamo di fronte ad una personalità che ha caratterizzato la fine del XX secolo dividendo l’opinione pubblica e gli analisti politici sia per le sue convinzioni che per la sua intransigenza.

L’ex presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov ha elogiato la Thatcher definendola «una grande personalità politica che passerà alla storia». Anche l’ex presidente Lech Walesa le ha subito reso omaggio, lo storico leader del sindacato polacco Solidarnosc: «ha contribuito alla caduta del comunismo in Europa».

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato come la signora Thatcher «ha segnato la storia della Gran Bretagna come pochi hanno fatto prima di lei. Era uno straordinario leader del nostro tempo» Il presidente francese François Hollande ha ricordato come sia stato il suo: «l’impulso decisivo per la costruzione del tunnel sotto la Manica».Dall’altra parte dell’Atlantico si è aggiunta la voce del presidente americano Barack Obama: «il mondo ha perso uno dei grandi difensori della libertà e un vero e sincero amico degli Stati Uniti».

«Abbiamo perso un grande leader, un grande primo ministro e una grande britannica», ha subito dichiarato l’attuale primo ministro britannico David Cameron, che ha subito interrotto il suo viaggio in Europa per tornare a Londra a renderle omaggio. Rattristata anche la regina Elisabetta II che ha inviato un messaggio di solidarietà alla famiglia.

Margaret Thatcher negli ultimi anni soffriva di Alzheimer ed era apparsa in pubblico raramente. Di origini modeste, fu eletta deputato per la prima volta a 34 anni poi arrivò a guidare i Tories, il partito conservatore restandone alla testa dal 1975 al 1990. Da parlamentare fu una dei pochi conservatori a votare a favore della depenalizzazione dell’omosessualità maschile e dell’aborto. Alla guida del Regno Unito caratterizzò il suo operato da una assoluta fermezza, non solo per il suo intenso braccio di ferro contro i sindacati dei minatori ma soprattutto contro il terrorismo, a cominciare da quello interno dell’IRA a cui scampò ad un attentato, e in occasione del sequestro da parte di sei terroristi arabi che assaltarono l’ambasciata iraniana a Londra, quasi tutti uccisi grazie ad un rischioso blitz. Una donna intransigente, convinta dei valori più profondi del liberismo, la chiamarono “la moglie di Reegan” per il modo in cui sposò la guerra a quello che l’ez attore americano chiamava l’impero del male e proprio da un articolo di una testata sovietica che la definì la “signora di ferro” la Tatcher divenne nel mondo anglosassone la “Iron Lady”, una definizione che più di altri episodi venne confermata dal modo in cui rispose all’affronto alla sovranità territoriale della giunta militare argentina che portò alla famosa guerra delle Falkland.

Socialisti francesi, conservatori tedeschi, democratici americani, ex comunisti russi, cattolici polacchi le rendono omaggio, e le uniche voci contrastanti sembrano arrivare dall’Italia con Romano Prodi che la considera tra i principali responsabili della crisi globale.

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