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Abu Mazen in visita a Roma

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Il presidente palestinese per la prima volta ricevuto dal Papa ha incontrato anche Mario Monti

Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ricevuto questa mattina il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen, in visita in Italia. Nel corso dei colloqui i due leader hanno esaminato i principali temi dell’attualità internazionale, a cominciare dalle prospettive di ripresa del processo di Pace in Medio Oriente nonché l’evoluzione del quadro politico e di sicurezza nella regione alla luce dei più recenti accadimenti. L’incontro ha consentito inoltre di tracciare un bilancio sul partenariato italo-palestinese e sulle sue prospettive di ulteriore rafforzamento.

I due leader hanno convenuto sulla cruciale importanza che il voto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha concesso ai palestinesi lo status di Stato non membro osservatore permanente propizi la rapida ripresa della dinamica negoziale israelo-palestinese. Monti ha ribadito l’importanza che i negoziati riprendano rapidamente, senza precondizioni e sulla base di tempi e parametri chiari. Ha inoltre osservato che occorre cogliere ora l’opportunità di superare lo status quo, in direzione di una pace giusta, complessiva, durevole in Medio Oriente, che costituisce l’obiettivo prioritario della comunità internazionale ed è nell’interesse di tutti nella regione.

Monti e Abu Mazen si sono detti convinti che entrambe le Parti, israeliana e palestinese, nel processo negoziale debbano promuovere azioni volte a ristabilire un clima di fiducia indispensabile per la ripresa di negoziati e, al tempo stesso, debbano astenersi da iniziative tali da pregiudicare la credibilità del processo.

Da parte italiana si è preso atto con favore dell’intenzione manifestata da Abu Mazen di fare un uso costruttivo del nuovo status acquisito in seno all’Assemblea Generale dell’ONU. In tale prospettiva, Monti ha sottolineato come resti essenziale che l’ANP soprassieda alla ricerca immediata della membership palestinese in altre agenzie specializzate ONU, e si impegni a non ricorrere alla giurisdizione del tribunale penale internazionale e a non utilizzare retroattivamente il nuovo status acquisito.

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