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A cosa serve la sigaretta elettronica?

dommachefuma

Parigi apre una indagine sul fenomeno del fumo elettronico che in Francia riguarda oltre mezzo milione di persone

Il ministro della Salute francese, Marisol Touraine, ha dichiarato oggi di aver ordinato una indagine dei servizi sanitari sulla sigaretta elettronica, al fine di ottenere un rapporto scientifico che valuti il rapporto rischi/benefici.

Il ministro ha espresso la necessità di prestare la massima attenzione sul fenomeno che vede centinaia di migliaia di francesi che cercano di smettere di fumare passando alla sigaretta elettronica.

Già nel maggio 2011, durante la precedente amministrazione, la AFSSAPS, l’agenzia francese per i prodotti di sicurezza e salute aveva già raccomandato di non consumare questi prodotti. Inoltre, le farmacie non sono ufficialmente autorizzate a venderle, quindi la sigaretta elettronica è disponibile solo nei negozi specializzati e su Internet.

La sigaretta elettronica è stata sviluppata solo quando è entrato in vigore il divieto di fumare nei luoghi pubblici. Il successo non è stato immediato, ma pian piano, alla fine è diventata una alternativa alla sigaretta tradizionale. La sigaretta elettronica presenta alla sua estremità un diodo che simula la combustione, contiene una cartuccia che scalda la soluzione a contatto con una resistenza, quindi il vapore viene inalato dal fumatore.

Il liquido è generalmente composto da glicole propilenico o glicerolo e comunque da altri sapori specifici, tra i quali naturalmente, anche il sapore della nicotina. Sul mercato sono presenti anche sigarette elettroniche che hanno cartucce ricaricabili. Ma secondo l’AFSSAPS, molti modelli di sigarette elettroniche contengono una quantità, più o meno importante, di nicotina che anche a basse concentrazioni, può portare a gravi effetti collaterali.

Il ministro Marisol Touraine ritiene quindi che le sigarette elettroniche pongono una serie di domande:«le possiamo considerare semplicemente come un prodotto di consumo? Oppure si tratta di un dispositivo medico? Per meglio comprendere e analizzare le caratteristiche di questo prodotto ho chiesto al mio staff di rispondere con precisione a queste domande. La sigaretta elettronica è utilizzata da centinaia di migliaia di francesi. Dobbiamo essere cauti» ha dichiarato il ministro.

A Parigi dicono che secondo i produttori di sigarette elettroniche gli utenti sono circa mezzo milione in Francia. «Come medico non posso raccomandare la sigaretta elettronica» ha recentemente dichiarato alla stampa francese Bertrand Dautzenberg, pneumologo presso l’ospedale Pitié-Salpêtrière, secondo il quale un fumatore accanito ha una probabilità maggiore del 50% di morire di malattie collegate alle vere sigarette, mentre con la sigaretta elettronica non è ancora chiaro se il rischio sia minore.

Insomma, sembrerebbe che i fumatori, disperati dai ripetuti fallimenti dei loro tentativi di smettere, non hanno atteso il parere del pneumologi prima di provare questo dispositivo inventato nel 2005 in Cina, che secondo molti esperti è addirittura in grado di erogare dosi più elevate di nicotina di una vera sigaretta.

Ma un accanito fumatore di sigarette, sigari e pipa, proprio la mia persona, che dispone anche di una aggravante essendo per giunta asmatica, non può che individuare anche in altro le ragioni della grande popolarità delle sigarette elettroniche. A mio avviso, questo fenomeno è infatti anche un effetto collaterale della crisi.

In questo periodo infatti il prezzo elevato di sigarette ha creato un altro evidente fenomeno. Quello che ha spinto in alto la vendita del tabacco sfuso. Sempre più persone decidono di comprarlo per poi rollarsi le sigarette da soli. Venti anni orsono avrei preso per matto chiunque avesse profetizzato che per comprare due pacchetti di sigarette avremmo dovuto sborsare ben ventimila lire. Eppure è così, oggi un pacchetto di sigarette costa quasi cinque euro, quindi per un pacchetto di sigarette ci vogliono quasi diecimila lire, ogni singola sigaretta costa circa cinquecento lire. Questo, da solo, spiega il ricorso all’antica arte di rollarsele da soli e allo stesso tempo, quella modernissima di fumare high-tech. Entrambe motivate fortemente dall’esigenza del risparmio.

L’altra considerazione, riguarda invece solo i più accaniti tabagisti, insomma i veri e propri “tossici” da nicotina, di cui sono non illustre, ma degno rappresentante. Infatti, ho acquistato la sigaretta elettronica appena questa è comparsa sul mercato. Quando mia moglie mi vide per la prima volta armeggiare con questo ultimo ritrovato della tecnologia, sorpresa mi disse: ««Ah, vedo che finalmente hai deciso di smettere?». Ma la mia risposta fu: «No, assolutamente, anzi l’ho comprata per poter fumare in aereo, in treno, al cinema e nei ristoranti».
Mia moglie no rise a questa mia risposta, mentre altri amici romani alla loro fragorosa risata aggiunsero: «Ma allora voi proprio raggiunge ar più presto l’anima de li mortacci tua». Immagino quindi di non essere l’unico ad avere acquistato la sigaretta elettronica per questo motivo. Non per smettere di fumare, ma come alternativa per continuare a farlo nei posti in cui sigaretta tradizionale è proibita.

E infatti, nella prima occasione di un volo per la Svizzera, presi a fumare sedendomi in fondo all’aereo e nessuno mi disse niente. Ma quando ero a bordo del treno elvetico che da Ginevra mi stava portando a Basilea, ebbi una curiosa discussione con un cortesissimo controllore che mi voleva impedire di aspirare ed espirare, quello che gli spiegavo fosse solo vapore acqueo.
A lui questa cosa poco importava, io stavo fumando.

Sempre in termini di assoluta gentilezza, portammo avanti per diversi minuti pò questa discussione, che per entrambi come per gli altri passeggeri era assolutamente curiosa, riguardava una assoluta novità. Alla fine giungemmo al compromesso: potevo fumare ma non dentro lo scompartimento, ma lontano dagli altri viaggiatori. Mi accompagno nel luogo esatto dove riteneva opportuno potessi perpetuare il mio vizio. e quando arrivammo, soli, io e lui, mi prego di nasconderla quando qualcuno passava, altrimenti sarebbero andati da lui a lamentarsi. Così feci, ed allietai il mio viaggio con tante boccate. Ma la differenza con una vera sigarette resta forte, infatti, appena uscito dalla stazione, alla faccia della mia salute e della mia personale longevità, diedi subito fuoco e ne accesi una vera.

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