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Wall Street ha superato la crisi?

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Il Dow Jones compie una clamorosa rimonta tornando ai livelli precedenti alla crisi. Il Nasdaq fa ancora meglio e segna un nuovo record cancellando quello raggiunto nel 2000

Il faro della finanza mondiale, il Dow Jones, l’indice di riferimento della Borsa di New York, è segnato un record storico superando i livelli raggiunti cinque anni fa, un risultato apparentemente dovuto al rinnovato ottimismo dei broker sulla crescita degli Stati Uniti. Secondo i dati definitivi il Dow Jones Industrial Average è cresciuto di 125,95 chiudendo a 14’253, 77 punti, superando così il precedente record 14’164,53 punti del 9 ottobre 2007.

Insomma sembra proprio che Wall Street abbia superato la crisi, il Dow Jones è infatti ritornato ai livelli precedenti alla crisi e se andiamo a guardare il Nasdaq, il listino dominato dalle società ad alta tecnologia, non solo anche questo è salito ma ha segnato un nuovo massimo storico dal 9 novembre 2000. «una rimonta incredibile» ha esclamato Mace Blicksilver, il capo del fondo di investimento Marblehead Asset Management.

L’entusiasmo del mercato statunitense è aumentato dall’inizio dell’anno grazie dalle buona performance delle imprese ma soprattutto alla politica monetaria molto accomodante della banca centrale americana. La Federal Reserve, a differenza della monca Europa, interviene non solo sugli interessi ma anche sulla massa monetaria, alimentando ottimismo.

Gli indici sono infatti alimentati dalla speranza, come dicono da quelle parti sono stati “powered” dai dati positivi interni da quelli dell’economia cinese, che come annunciato da Pechino ha un obiettivo di crescita del 7,5% per il 2013, e perfino dalla zona euro, sempre in difficoltà ma eno del previsto.

Come ha osservato Steven Rosen, della Societe Generale: «Il fattore determinante è che gli investitori continuano a credere che la Federal Reserve continuerà per molto tempo questa sua politica monetaria, che ritengono molto favorevole al mercato».

Tra i titoli che balzano troviamo il costruttore di aeromobili Boeing e il colosso delle telecomunicazioni Cisco, il gigante Apple, che ha approfittato della ripresa del mercato per cancellare le significative perdite che aveva registrato all’inizio dell’anno e tutti i titoli bancari che hanno ampiamente beneficiato del buon umore dei brokers: Bank of America ha segnato +1,31% chiudendo a 11,56 dollari, Citigroup +1,42% e ogni sua azione vale 43,55 dollari, più leggera ma sempre significativa anche la crescita dei titoli Morgan Stanley +0,62% e Goldman Sachs +0,51%. Letteralmente schizzata in alto invece la catena di abbigliamento American Apparel che sale del 18,60%.

Anche il mercato delle obbligazionari sovrane ha chiuso positivamente, il rendimento a 10 anni dei titoli del Tesoro americano, l’equivalente dei nostri BTp, ha chiuso con un tasso di interesse all’1,894% contro il 1,877% venerdì scorso mentre quelli a lungo termine, a 30 anni chiudono al 3,104% contro il 3,086% di ieri.

Tutte buone notizie per l’America, e questo malgrado qualche giorno fa il presidente Obama, non avendo raggiunto l’accordo con i repubblicani, è stato costretto a ratificare il taglio automatico alla spesa pubblica, cancellando ben 85 miliardi di dollari di spesa per il 2013.

La realtà spesso è molto più semplice ed evidente di quello che vogliono farci credere i tecnocrati. Ieri si è dimesso il ministro delle Finanze del Belgio, la stampa aveva evidenziato un suo possibile conflitto di interesse con il mondo finanziario, da noi l’intero Governo rappresenta non un conflitto, ma una vera e propria appartenenza al mondo finanziario. Quelli che arrivano da Wall Street sono numeri, è un fatta indiscutibile che gli indici sono ritornati per la prima volta
ai livelli precedenti alla crisi. Naturalmente questo non significa che ora non possano tornare a scendere, ma certo dimostra
che per andare avanti è necessario l’ottimismo, la fiducia per il futuro e non certo il pessimismo di economicisti le cui previsioni hanno la stessa identica valenza scientifica degli oroscopi degli astrologi.

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