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Grillo si arrabbia ed espelle due Consiglieri del Movimento Cinque Stelle

«Non venite a rompermi i coglioni sulla democrazia». Detto fatto. La mattina il video e dopo poche ore arrivano i primi espulsi dal Movimento Cinque Stelle»

Beppe Grillo ha sempre usato un linguaggio dai toni forti. Lo ha però sempre condito con una mole di ironia, con grande senso dell’umorismo. Ma da quando la cosa si sta facendo seria, da quando la sua faticosa campagna elettorale in Sicilia ha avuto un esito così eclatante, l’umorismo sta pian piano scemando. Oggi, come ha detto lui stesso, appare più che altro arrabbiato.
Nel video che sta suscitando molte polemica anche tra i suoi militanti, Grillo inizia rivendicano il successo delle cosiddette “Parlamentarie”: «Tre cose fondamentali abbiamo fatto con queste votazioni. Una è che abbiamo dato un voto libero e da questo voto libero è nata una cosa che voglio sottolineare: il voto alle donne. Se il voto fosse sempre stato libero, in Parlamento oggi avremmo molte più donne che uomini. La seconda cosa è il permettere di conoscere i candidati che forse andranno in Parlamento 3 mesi prima in modo che tu puoi andare là, discutere, conoscerli, votarli o non votarli. Consigliarli o maledirli. E la terza cosa è che non abbiamo speso un euro. Tutto a costo zero».

Dopo aver sottolineato il successo, Grillo risponde alle critiche: «A chi dice che non c’è stata democrazia perché i voti sono stati pochi io faccio una domanda: quanti voti ha preso ognuno dei mille parlamentari oggi in Parlamento? Chi ha deciso di quella gente là? Ve lo dico io: 5 segretari di partito. Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia. Io mi sto stufando. Mi sto arrabbiando».

Poi, Grillo parte all’assalto al dissenso interno: «Mi sto arrabbiando seriamente. Abbiamo una battaglia, abbiamo una guerra da qui alle elezioni, ma finché la guerra me la fanno i giornali, le televisioni, i nemici quelli veri va bene. Ma guerre dentro non ne voglio più. Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal Movimento. E se ne andrà dal Movimento. Noi dobbiamo avere una forza unita per arrivare a fare un risultato che mai potevamo aspettarci di avere. Abbiamo poco tempo e le nostre forze devono essere indirizzate su queste cose, sulle cose reali, sul programma, su quello che porteremo avanti, sulla campagna che ci aspetta. All’ultimo sangue. Siamo in una guerra. Siamo con l’elmetto, così come siamo partiti».

Infine conclude con quella che potrebbe essere una pietra tombale sulle speranze che quello delle Cinque Stelle potesse diventare il primo movimento del Belpaese veramente aperto e orizzontale. Invece di integrare nel blog la piattaforma di “democrazia liquida”, dove i programmi e le proposte nascono direttamente dalla partecipazione in rete, come nei Partiti Pirati Nordeuropei, Grillo sceglie di tenere il movimento sotto l’esclusivo dominio della sua personalità: «Chi è dentro il Movimento e non condivide questi significati e fa domande su domande e si pone problemi della democrazia del Movimento va fuori! Va fuori dal Movimento. Non lo obbliga nessuno. E andranno fuori».

Dopo poco tempo e sempre dal suo blog, Grillo formalizza le espulsioni: «A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri».

La Salsi prendendo atto che il dissenso non è concepito all’interno del movimento, dopo l’ufficializzazione della sua espulsione in un video pubblicato da Affari Italiani ha dichiarato: «Paradossalmente negli altri partiti c’è più possibilità di controllare chi è al vertice rispetto a noi», mentre l’altro famoso espulso lo scorso 5 marzo, Valentino Tavolazzi, ha commentato su Facebook: «Siamo all’inizio del crollo».

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